Entrare nell’Avvento. Di Enzo Bianchi 3 Dicembre 2009
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La venuta del Signore fa parte integrante del mistero
Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Nella nostra professione di fede noi confessiamo: “Si è incarnato, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture, verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.
La venuta del Signore fa parte integrante del mistero cristiano perché il giorno del Signore è stato annunciato da tutti i profeti e Gesù più volte ha parlato della sua venuta nella gloria quale Figlio dell’Uomo, per porre fine a questo mondo e inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie del parto aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19ss.): la venuta del Signore sarà l’esaudimento di questa supplica, di questa invocazione che a sua volta risponde alla promessa del Signore (“Io vengo presto!”: Ap 22,20) e che si unisce alla voce di quanti nella storia hanno subito ingiustizia e violenza, misconoscimento e oppressione, e sono vissuti da poveri, afflitti, pacifici, inermi, affamati. Nella consapevolezza del compimento dei tempi ormai avvenuto in Cristo, la chiesa si fa voce di questa attesa e, nel tempo di Avvento, ripete con più forza e assiduità l’antica invocazione dei cristiani: Marana thà! Vieni Signore! San Basilio ha potuto rispondere così alla domanda “Chi è il cristiano?”: “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene”.
Continua sul sito del Monastero di Bose
Con il passo del pellegrino 2 Settembre 2009
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In diversi post abbiamo parlato del pellegrinare, paradigma della vita, come ad esempio in Pellegrinaggio in povertà o in Cammino di Santiago.
Il libro Con il passo del pellegrino, di Jacques Nieuviarts, delle edizioni Qiqajon ( Comunità di Bose), ci pare un bel modo di leggere il nostro camminare.
Leggiamo dall’introduzione proposta sul sito della Comunità:
“Dio non si lascia raggiungere facilmente.
Bisogna avere l’anima del nomade per trovarlo…”
(Théodore Monod).
Cosa avviene nell’uomo quando si lancia nell’avventura del cammino? Perché decide di partire? Da sempre l’uomo, in ogni cultura e spiritualità, si è messo in strada ed è partito, alla ricerca della felicità o attratto da una speranza. Seguendo la strada dei nomadi di Dio che nella Bibbia camminano al passo di una promessa, fino al pellegrino Gesù che nel corso del suo cammino illumina i passi di ogni uomo che incontra, l’autore ci presenta i pellegrinaggi di oggi, verso luoghi in cui uomini e donne cercano giorno dopo giorno uno squarcio di cielo sulle rive della loro terra. Queste pagine possono diventare compagne di viaggio in cui troveremo poesie, meditazioni, racconti, parole di conforto nel nostro metterci in cammino.
Sfoglia il libro virtuale o Continua la lettura con il profilo dell’autore sul sito di Bose.
Lo Spirito c’è, anche oggi, come al tempo di Gesù 7 Giugno 2009
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Lo Spirito c’è, anche oggi,
come al tempo di Gesù
e degli apostoli: c’è e sta operando,
arriva prima di noi, lavora più di noi
e meglio di noi; a noi non tocca
né seminarlo né svegliarlo,
ma anzitutto riconoscerlo,
accoglierlo, assecondarlo,
fargli strada, andargli dietro.
C’è e non si è mai perso d’animo
rispetto al nostro tempo;
al contrario sorride, danza, penetra,
investe, avvolge,
arriva anche là dove mai
avremmo immaginato.
C.M. Martini